Raccolta delle pagine di opere letterarie di
autori differenti, pubblicate su Facebook, Instagram, Twitter e corredate
ciascuna dalle mie osservazioni personali.
Da: “Il quark e il giaguaro” di Murray Gell- Mann
Se non siamo in grado di fare previsioni sul comportamento di un nucleo atomico,
immaginiamo quanto più fondamentalmente
imprevedibile sia il comportamento dell’intero universo (….) ogni storia
alternativa dell’universo dipende dai risultati di un numero
inconcepibilmente grande di eventi accidentali.
Controcanto
E su di almeno uno di questi “eventi accidentali” invito gli autori a scrivere,
Io l’ho già fatto con “Tracce invisibili di universi paralleli” e continuerò a
farlo”.
E.C, pubblicato in storie su Face Book il 30 ottobre 2024
Da: “Te l’avevo detto”di Roberto Marangoni,
pag 4 - 5
…Quale esito mi aspetta se faccio questo intervento chirurgico? (…) La nostra
incapacità di individuare dei nessi causali semplici per poter effettuare scelte
con cognizione di causa è lampante (…) questo non vuol dire che la mente si
rassegni a non sapere. Al contrario, un’astrazione tanto assoluta quanto spesso
inconsapevole del nesso causale ci restituisce un’idea di universo dove tutto è
connesso con tutto…
“Mussolini Capobanda”di Aldo Cazzullo, pag 8
La guerra non fu un incidente di percorso o un errore tattico. La guerra era
insita nel fascismo di Mussolini fin dal primo giorno, Il fascismo nasce con la
guerra e muore (purtroppo non del tutto) con la guerra.
L’idea della violenza come levatrice della storia, come modo di imporre una
Nazione sull’altra, e una razza sull’altra, accompagna il fascismo dalla sua
nascita alla sua morte.
Controcanto
Non ho mai vissuto la guerra perché sono nata dopo. E nemmeno il fascismo per
i medesimi motivi. Ma i miei genitori me li hanno raccontati prima ancora che io
li leggessi sui libri.
So che mio padre a Torino era ricercato dalla polizia e che Don
Marchetti,parroco dell’Annunziata, l’ aveva sposato di nascosto. So che mia
madre se li era trovati in casa i fascisti, due giorni dopo avermi messa al
mondo: cercavano papà; per fortuna poi tutto era andato a posto. So che Il mio
nonno si era visto togliere il posto da capo stazione per essersi rifiutato di
prendere la tessera fascista: rimase un precario per tutta la vita e
naturalmente senza una pensione.
Non sono mai stata comunista e nemmeno i miei lo erano, ma la caccia e l’odio ai
comunisti l’ho vissuti di persona e l’ho raccontata nei miei libri. E così il
razzismo e il modo di imporre una nazione sull’altra, un’etnia sull’atra. di
cuiparla appunto Aldo Cazzullo.
E. C.
“La regola dell’equilibrio” di Gianrico
Carofiglio, pag 111
Chi vive ogni giorno la realtà delle aule di giustizia penale conosce bene il
peso che possono avere sul prodotto finale del sistema
giudiziario l’incompetenza, l’ipocrisia spesso la scorrettezza, talvolta anche
la disonestà.
Controcanto
Nel leggere “La regola dell’equilibro” mi sono chiesta che cosa intenda l’autore
per “Realtà delle aule di giustiizia”, poiché essa
viene concepita in modo diverso da ciascuno. E non solo da chi conosce la legge.
Infine ho compreso che è proprio questa la
diversità che Carofiglio mette a fuoco nella sua opera
E.C. Pubblicato il 20-09-24 in Storie au F.B.
Da: “La regola dell’equilibrio” di Gianrico
Carofiglio, pag. 246
Che centri tu col fare giustizia? Lo hai detto, sei un avvocato. I tuoi doveri
sono semplici: difendi al meglio il tuo cliente, non
commettere scorrettezze, non violare regole deontologiche. Basta.
Vuoi fare giustizia’? Dovevi diventare magistrato se volevi fare giustizia e
cambiare il mondo. Poi ci avrebbe pensato il mondo a
farti cambiare idea
Pubblicato in storie su F.B. il 10-07-‘24
Controcanto
Carofiglio descrive bene l’atteggiamento spesso controverso del governo nei
confronti dei magistrati e anche nei confronti
dell’opposizione. E mette in luce l’accusa di “Sequestro di persona” nei
confronti di Matteo Salvini. che si difende da solo con una frase divenuta
presto uno slogan: “Sono accusato aver difeso i confini.”
Ora a parte il fatto che i confini non c’entrano perché in quella nave c’erano
certamente quelli che dopo l’esame - sempre che li
avessero fatti scendere - sarebbero passati come degni di essere accolti -
proprio secondo le regole del governo- e poi tra i
passeggeri c’erano bambini ammalati e bisognosi di cure che non potevano
ricevere sulla nave.
All’obiezione di un giornalista che poneva questa domanda al conduttore: - Ma se
suonano alla sua porta, lei ha il diritto di aprire o di lasciarla chiusa perché
quella è la porta di casa sua.
Rispondo cosi:
Ma se oltre la mia porta chiusa ci fosse una situazione di emergenza come per
esempio un bambino febbricitante io la porta
la aprirei eccome !
E.C.
Da: “Le regole dello Shangai” di Erri De Luca,
pag. 27
Poco fa abbiamo passato un pericolo che poteva decidere della nostra vita.
Sul quadrante dell’orologio quei secondi sono scanditi con intervalli uguali.
Per noi non era così. Non erano uguali, comportavano
conseguenze sconosciute. Ti dico questo perché gli orologi sono strumenti di
misurazione ma il tempo è un’alta cosa.
Va sia a rilento che a precipizio.
Controcanto
Erri De Luca in questo suo splendido: “Le regole dello Shangai” vede il tempo
proprio come una realtà capace di sparigliare le carte unendo, in un rapporto
straordinario, una giovanissima gitana e un vecchio orologiaio
E.C..
Inserito in storie su F.B. il giorno 11- 07-’24
Da: “Le regole dello Shangai” di Erri De Luca, pag. 41- 43 e 52, 53
Com’ è essere vecchi?
E' quando ti parlano e ci infilano la parola ancora.
Lei lavora ancora? Ancora va in campeggio? Ancora fa questo e quell’altro?
- (…)
Mi alleno a scansare gli ospizi che ora si chiamano residenze per anziani.
Voglio finire all’aria aperta.
- (…)
Ne hai ancora di linea di vita davanti. Hai detto ancora.
Non lo dico più promesso.
Tu mi chiami vecchio, va bene, ma io sono lo stesso tuo coetaneo, vivo nello
stesso tempo. Le generazioni per me non esistono.
Finché si è vivi siamo contemporanei. Siamo due persone.
Controcanto
Finalmente non è una vecchia a parlare, anzi a scrivere, ma un vecchio, vecchio
come me e come molti di voi. Perché Harri De
Luca è nato nel 1950.
Come sono e che aspetto ho, lo sapete tutti, e quando mi dicono che dimostro una
decina d’anni in meno sono contenta, anche se anch’io mi sento dire spesso: “Ma
lei lavora ancora? E questa domanda me la fanno da almeno una quindicina d’anni.
Oggi non solo lavoro ancora, ma non ho
patologie e non assumo farmaci. So bene che non sono un’eccezione perché sono
tante le vecchie sane come me. So anche che i miei domani possono essere
differenti e che posso morire da un momento all’altro perché gli anni ci sono e
prima poi si faranno sentire. Ma quando guardo Davide, mio nipote, bello e
sprezzante che mi giudica scaduta e puzzolente come una vecchia scatola di
sardine da buttare, penso che condividiamo lo stesso tempo di esseri viventi.
Grazie mille Erri De Luca!
E.C. alias Carlotta Campo 10-07-2024
Pubblicatoi in storie su F.B. alle 19 del
13-07-‘24
“Un giorno tutto questo sarà tuo” di Lidia Ravera, pag. 275
Come sempre accade quando esci dall’anonimato ti invitano in televisione (…) Se
proprio non ti vogliono puoi sempre sforzarti di
diventare virale in rete con un video in cui ti scaccoli a sangue o mangi blatte
crude in uno dei campionati per masochisti. Insomma
ci sono tanti modi per uscire dall’anonimato, le persone che restano
nell’anonimato rischiano di essere le migliori. (…) L’anonimato è come una larga
cuccia senza specchi e senza fronzoli…
Controcanto
A dar voce a un ragazzino di quindici anni è Lidia Ravera nel suo ultimo
romanzo; personalmente ho trovato del tutto improbabile che un quindicenne - sia
pure un genio - sappia esprimersi a quel modo.
Ma tornado al romanzo, un personaggio è comunque un' invenzione e quel che conta
è solo ciò che riesce a dare al lettore, e per dare non intendo solo il
divertimento.
E.C.
inserito in Storie su Face book nell’autunno 2024
Da Montagne Russe, una storia vera di
Enrichetta Caparco
…Maurizio Lucat, Gin Penna e Giorgio Gerino erano tutti e tre nel mio gruppo di
studio: ci si riuniva all’ultimo piano della torretta sulla destra del palazzo;
l’ascensore non c’era, ma eravamo giovani e le scale non ci pesavano.
Maurizio Lucat si è accorto che lo sto guardando e mi sorride, so che a fine
conferenza verrà con gli altri a salutarmi.
Guarda, guarda! C’è anche “l’Assessore”. Siede sul bordo della poltrona, diritto
come avesse mangiato il bastone della scopa.
I più noti architetti italiani non sono intervenuti : ciascuno ha risposto
all’invito con: “Complimenti alla collega” ma tutti erano “Impossibilitati a
partecipare”.
E i “fuori porta”? Non ne conterò più di dieci tra le firme dei presenti alla
manifestazione.
I fotografi incominciano a scattare; Nadia con l’aria dell’inviata speciale mi
raggiunge per dirmi: - Le foto sono disponibili subito al banco della
Reception, a pagamento s’intende. Le testate di provincia ce le hanno richieste,
anche le riviste specialistiche le vogliono. (continua).
Inserito in storie il 28- 05- ‘25 su Face Book
Controcanto
Nel mio “Corso di scrittura creativa” definisco “Arte complessa” un romanzo, un
saggio, una relazione, una poesia., Perché? E aggiungo che per raggiungere la
complessità citata le parole e quindi i pensieri debbono essere “intrecciate tra
loro”.
Che cosa è, allora, ad “Intrecciarsi”? Come ci ha spiegato Sgarbi - a
rappresentare l’intreccio nella prima Pietà di Michelangelo è “l’immagine” così
giovane della vergine in contrasto con il figlio morto, che appare ben più
vecchio
di lei.
Nei Promessi Sposi invece è la parola e non l’immagine ad intrecciarsi con altre
parole così come nell’arte visiva è “l’immagine” ad intrecciarsi con “il
pensiero”. Ed è quest’ultimo che, divenuto a sua volta parola, si unisce ad
altre parole per creare quella magia che l’arte.
Da “Tracce invisibili di universi paralleli”
(Continua)
Pubblicato in storie su Facebook il 23-5-25
Nota dell’autrice
L’opera, mantiene come tema di fondo il Diritto e l’etica del Diritto.
Si tratta di una storia vera e alcuni nomi - non tutti - sono reali come pure i
documenti.
Dalla Sinossi.
Carlotta Campo racconta la sua storia; ma la sua più che una storia è una
denuncia. Ed eccola commentare i propri trascorsi.
Emergono così gli atti di coloro che l’hanno derubata del destino che le
spettava; ed è in chiave di diritto che lei chiede il proprio riscatto.
Dopo la laurea in architettura, insegna disegno e educazione tecnica nella
periferia torinese, ma con una scusa assurda la
cattedra le viene negata; allora apre uno studio e gli incarichi si succedono
rapidi. Le imprese edili la corteggiano fornendole
puntuali la documentazione dei loro prodotti ed ecco che i colleghi cominciano a
chiederle informazioni sull’Habitat.
Nasce così un ponte tra progettisti e
industria dell’abitare. La Campo, ispirata dalla Silicon Valley, lavora
sull’”Informazione”
mettendo a punto un algoritmo per la ricerca intelligente; ma lo sviluppo di
quest’ultimo è fermato dalle “Nuove associazioni a
delinquere”, ma Carlotta non demorde.
Pubblicato su F.B, il 14-5-‘25
Un colpo di fulmine. Cap 10
Quando ti ho vista ho pensato: accidenti Courmayeur in
settembre!
Così tanto ti piacevo? E perché?
Perché eri bruna, rispondeva Paolo con logica deduzione.
Solo per questo? Insistevo un po’ delusa.
No. Poi perché eri molto fine.
Ma se dico un sacco di parolacce!
Guarda che c’è quella che di parolacce non ne dice mai
nemmeno una, eppure non è fine per niente.
Sapevi che ero sposata?
Avevo chiesto in giro e m’avevano detto che la bambina era tua…
Ma quante volte mi avevi vista prima di rimorchiarmi?
Qualcuna. Una volta ti ho vista per strada e ti ho detto buon giorno! Non ti
ricordi?
No.
Un’altra t’ho vista a “Le Clochard”; stavo
uscendo. Tu invece arrivavi allora con tua sorella. Quella sera avevo deciso di
tornare a
casa presto, l’indomani avevo una scalata importante, ma appena fuori dalla
discoteca, ho pensato: che stupido! Se restavo potevo
conoscerla.
In Storie su F.B. il 10.05. 25
Torino marzo 93: L’annuncio
Montagne Russe, una storia vera di Enrichetta Caparco
Nove e mezza del mattino.
Nadia me la sono tolta di torno con una commissione alla posta. Il geometra è al
catasto; Diletta Dago - l’ avvenente compagna del
dottor Prandi, reginetta del tele marketing aziendale - solitamente ritarda.
Anche Carola la Sgarambona non c’è. ma sulla sua scrivania fa bella mostra un
lungo e misterioso elenco di appuntamenti.
- E il Masali? Chiedo ad Antonio.
- Ha una febbre da cavallo, me l’ha detto al telefono sua moglie, tu pensa: alle
sette di stamattina.
Patrizia e Francesca parlottano sottovoce. e quando le raggiungo Antonio mi
segue, prende uno sgabello e siede con noi: non ho idea del perchè.
- Stiamo per portare “la palla in porta”dico, architetti e ingegneri dell’intero
stivale, isole comprese, verranno a trovarci e noi…
Nemmeno ho finito di parlare che il Rota si
aggrappa ai bordi dello sgabello come farebbe un
naufrago con la sua scialuppa di salvataggio:
- Ma sei impazzita? Ammesso che vengano, dove li mettiamo?
- All’Unione industriale, nella “Sala dei Cinquecento” – rispondo impassibile
come la Sfinge.
Continua
Pubblicato su F.B. il 2/05/’25
Da: Vuoti di Memoria di Valerio Varesi.
Pag 275-276
-Oddio non cominciamo con la storia degli ideali, dei valori e di quello in cui
credevamo…
- No, non c’entra niente si tratta di qualcosa di più banale ma forse più grave:
il franare di esperienze e di vissuto che ho accumulato, l’ossatura di me
stesso, qualcosa di molto personale
- Non sto capendo, lamentò Angela.
Ti ho già detto che persino il nostro primo incontro e il momento in cui ci
siamo messi insieme, sono diversi a seconda che lo
raccontiamo tu o io.
Da: Parola come arte, arte come parola in
prossima pubblicazione
di Enrichetta Caparco
Costituita da un morfema libero o da una sequenza di morfemi legati in sintassi,
la parola assume il ruolo di unità minima nella
trasmissione dei concetti e come tale è definita: "monade ".
Ed è attraverso la sperimentazione e l’astro dell’autore - autrice che si
trasforma in arte.
“Parola come arte” dunque, è l’elemento
fondamentale per la trasmissione di un’idea, di una informazione o semplicemente
di un
concetto.
Scritta, disegnata, declamata, cancellata, la parola è l’ elemento fondamentale
per la sperimentazione dell’avanguardia storica, e la
sua presenza ha accompagnato ogni significativo cambiamento delle poetiche
artistiche del ’900.
Continua
Inserita in Storie su Face Book il 16-04-25
Dal diario di una cavalcatrice di disgrazie immaginarie. Milano, 7 aprile
2024
Cara Cristina,
Ieri sei aprile finalmente sono andata dal dentista.
Avevo un male cane, non potevo piùaspettare epoi ci si era messo di mezzo pure
il caso. Non è la prima volta che disdico
l'appuntamento con il mio dentista privato perchè c'era sempre quella questione
della paura immaginaria generata dauna frase
casuale forse detterminata da uno scrupolo professionale
Dal diario di una cavalcatrice di disgrazie immaginarie
(continua)
Da: Melancolia Di Jon Fosse nobel per la letteratura 2023, pag.117
E divenuto un altro, tutto ciò che gli mancava e che era sempre in lui come
un’iquietudine, tutto ciò a cui anelava, è stato come colmto dalla luce degli
occhi di lei, si è calmato, è stato colmato e stava lì in piedi, con le mani a
penzoloni lungo il corpo, e poi, senza volerlo, senza pensarci sopra, cosi,
senz’altro, è andato da lei semplicemente ed è scomparso dentro la sua luce.
Dalla critica
Fosse è stato paragonato a Ibsen e a Beckett. Ma è molto di più.
Per una ragione: la sua intensa , poetica semplicità.”
The New York times
Da: Vita mia di Dacia Maraini pag. 92-93
Ma che cosa avevano di diverso gli ebrei? Molti non erano neanche praticanti e,
se non si andava a spiare nelle loro carte di identità
non si sarebbero distinti da ogni altro cittadino tedesco. Eppure venivano
additati, denigrati, esposti, descritti come gente deforme e
sgraziata, gente attaccata ai soldi, gente potente che voleva dominare il mondo.
Tipico dei tiranni farsi vittime per attaccare meglio. Forse una delle cose che
indignavano di più: la grande menzogna celebrata dal Famoso libro: i protocolli
del Savi di Sion.
Montagne Russe una storia vera di Enrichetta Caparco
in prossima edizione
Sala dei cinquecento
Ore 9, 15
Sono sul palco di coloro che contano, ma di fronte a una sala vuota. Beh proprio
vuota non è: un centinaio di
persone occhio e croce ci sono.
Ecco gli studenti del politecnico. Vestono casual i ragazzi e qualcuno nemmeno
si è tolto il berretto; si sono accaparrati le file riservate alle autorità che,
con buona pace di Sgarambona, erano vuote. Dopo, voglio proprio sentire come me
lo
spiega….
Inserita su face bokk i 22- 04- '24
Da: Vita mia di Dacia Maraini pag. 67 - 68
Anche io, nelle mie riflessioni di bambina. Lo pensavo e ogni sera mi preparavo
a morire. Mi ero quasi abituata. (…) Pensavo a un
sonno da cui non ci si sveglia, ma per lo meno tranquillo e senza i crampi della
fame che mi impedivano di dormire su quel futon steso per terra. Anche se non
avevo mai visto un morto in vita mia, mi immaginavo immobile e serena. Da morta
sarei stata giudicata da un piccolo tribunale divino e sarei mandata a rinascere
in forma di cagnolina, oppure di scimmia, oppure di cavallo, oppure ancora di
pesciolino in fondo al mare. Essendo una bambina e non avendo vissuto e quindi
pecato non sapevo bene se la grande dea Ametarasu mi avrebbe Fatta rivivere come
essere umano o come animale cosa che succedeva a chi non si era comportato
secondo le regole.
Controcanto
Che io non abbia mai vissuto in guerra non è esatto, se si considera vita quella
del feto. Ed ero ancora al caldo del liquido amniotico quando i miei genitori
con una coppia di amici furono sorpresi in aperta campagna da un bombardamento.
Le raffiche non li raggiunsero ma Marcella, l’amica di mia madre, urlava per la
paura.
Me lo raccontarono dopo, quando ero in grado di capire che cosa significava
“Bombardamenti, ma in qualche modo e proprio quel giorno e in quel momento mi
veniva trasmessa, la paura, l’orrore e l’ingiustizia della guerra.
Inserito su Face Book 31-01-25
Da: TCT la coscienza ritrovata di Corrado
Malanga pag,73
Pin Van Lommel, insieme ad altri colleghi,nel 2001 pubblicò sulla prestigiosa
rivista “The Lancet” i risultati del suo studio condotto per oltre 10 anni su
344 pazienti. Lo studio condotto con metodi statici, aveva come obiettivo la
verifica dell’esistenza o meno
dell’esperienza di premorte. (…) lo scopo era quello di verificare se ciò che
chiamiamo coscienza e memoria fosse un fenomeno
dell’attività celebrale o se fosse indipendente da questa.(…) Van Lommel e
colleghi conclusero che i fenomeni riscontrati potevano
essere spiegati solo assumendo che la coscienza non fosse un semplice
epifenomeno dell’attività celebrale. (…) ben presto nacque
una polemica tra i sostenitori della natura puramente materialistica e Wan
Lommel. L’attacco più conosciuto venne dalle colonne della rivista “Scientific
American” firmata da Michael Shermer al quale Wann Lommel indirizzò un
circostanziata replica.
Ecco parte del testo: La nostra indagine è stata concotta su 344 sopravvissuti ad arresti cardiaci per studiare la frequenza e il contenuto dell loro NDE. Una delle NDE è la testimonianza delle impressioni vissute durante uno speciale stato di consapevolezza che comprende elementi specifici come OBE (out body Experience = esperienza fuori Dal corpo) sensazioni piacevoli, la visione di un tunnel, di una luce, di parenti defunti ed eventualmente una revisitazone della propria vita. Nella nostra indagine 282 pazienti non ricordano alcun ricordo relativo al periodo di incoscinza, metre 62 pazienti riferirono di aver avuto una NDE con tutti gli elementi classici.
Controcanto
Sono agnostica, ma i miei erano credenti. Né mio padre, né mio fratello e
nemmeno mia madre hanno mai dichiarato di aver paura della morte; io invece si.
Ho paura perché rifiuto l’idea di perdere coscienza. E non mi importa nemmeno
tanto se sarò ricordata attraverso quello che
lascio: scritti, progetti, altro; ciò che mi appare davvero terribile è che alla
morte del mio cervello si annulli tutto: l’universo, il senso di esistere, i
miei affetti. D’altra parte la vita, almeno per me. è qualcosa si cui ignoro
quasi tutto e dove tutto può essere messo - non solo in discussione - ma
addirittura negato.
A proposito delle esperienze fuori dal corpo non escludo affatto che siano
possibili e che esista per noi una Coscienza separata dal nostro cervello,
un’energia sconosciuta tante volte messa in discussione. Ad ammetterlo non è
solo la religione, ma Il Tao, lo Yoga, altro. Perché, purtroppo quel che
sappiamo dell’esistenza è cosi limitato che è possibile sia vero tutto, sia il
contrario di tutto. nonostante la fisica quantistica ecc… niente è certo.
Ugualmente mi chiedo se anch’io io - che sono meno di niente - faccio parte del
tutto e se davvero in questo tutto c’è l’amore - il mio, quello degli altri
insieme al mio – come si disperde o - se preferite - si annulla tutto questo ?
Ebbene non credo sia
possibile. Ed è questa la mia unica, piccola e forse insignificante
certezza.
E.C. 29-01-‘25
Da: ““Elogio dell’ignoranza e dell’ errore, pag. 62 di Gianrico
Carofiglio
Il self seving bias è un potente e insidioso meccanismo cognitivo che influisce
profondamente sulla nostra lettura del mondo,
sull’interpretazione dei risultati personali, nostri e degli altri, sulla
(in)comprensione dei concetti di merito e fortuna e a recepire
un’idea più mite ed equa della società. Diventare consapevoli cercare di
adottare un approccio obiettivo o meno distorto del
valutare successi e fallimenti può contribuire alla decifrazione di alcuni
concetti cruciali, tra i quali appunto quello di fortuna e a
recepire un’idea più mite ed equa, della società, della politica, e dei rapporti
tra le persone.
Come afferma un noto adagio i difetti personali stanno alle nostre spalle - non
li vediamo - mentre quelli del nostro prossimo sono
davanti a noi. E c’è da chiedersi se li vediamo per quello che sono o se,
altrimenti, ci appaiono deformati dal nostro approssimato -
talvolta distorto e certamente particolare - modo di vedere la realtà.
Da: Il quark e il giaguaro di Murray Gell Mann pag,47
La parola semplicità si riferisce all’assenza totale o quasi di complessità.
Mentre l’aggettivo semplice deriva da un’espressione
che significa “piegato una volta sola”, complesso deriva da una parola che
significa “Intrecciato”.
Controcanto
Avevo sei anni e facevo la – allora si chiamava così – la prima elementare. Per
compito la maestra aveva dato il disegno di asole: mi spiego meglio: Disegnata
la prima dovevamo riempire la pagina di asole uguali; io non ci riuscivo. Fu mio
padre ad aiutami disegnando al posto dell’asola che io dovevo esegure tre
puntini: due orizzontali e uno verticale in alto.Seguili – mi disse e io lo feci
riempiendo così la pagina di asole.Talvolta per risolvere un problema che ci
sembra difficile
basta seguire un percorso.
Il quark e il giaguaro
Di Murray Gell Mann (continua)
Diversi tipi di complessità.
Che cosa si intende realmente con i termini antitetici di semplicità e
complessità? In che senso la Gravitazione universale ensteniana è semplice
mentre un pesciolino rosso è complesso? Non sono domande facili: non è semplice
definire: “semplice”. Probabilmente nessun singolo concetto di complessità può
cogliere in modo adeguato le nostre nozioni intuitive di ciò che la parola
dovrebbe significare. Potremmo quindi trovarci nella necessità di definire veri
tipi di complessità alcuni dei quali non sono ancora stati definiti. (…)
Come varia il tempo minimo per la risoluzione quando le dimensioni tendono
all’infinito? (continua)
Controcanto
Nel mio “Corso di scrittura creativa” definisco “Arte complessa” un romanzo, un
saggio, una relazione, una poesia., Perché? E aggiungo che per raggiungere la
complessità citata le parole debbono essere “intrecciate tra loro”.
Che cosa è, allora, ad “Intrecciarsi”? Come ci ha spiegato Sgarbi - a
rappresentare l’intreccio nella
prima Pietà di Michelangelo è “l’immagine” così giovane della vergine in
contrasto con il figlio morto, che appare ben più vecchio di lei.
Nei Promessi Sposi invece è la parola ad intrecciarsi con altre parole così come
nell’arte visiva è “l’immagine” ad intrecciarsi con “il pensiero”. Ed è
quest’ultimo che, divenuto a sua volta parola, si unisce ad altre parole per
creare quella magia che è, appunto, l’arte.
Da TCT la coscienza ritrovata
Di Corrado Malanga, pag,52
Se l’ipnosi fosse, come si era sempre creduto sino a quell’istante, una
banale rilettura dei dati già scritti e non modificabili tale tipo di
risposta (aspetta che leggo) non avrebbe alcun senso.
In altre parole se io pongo un soggetto in ipnosi e gli faccio ricordare dove ha
trascorso una determinata notte vent’anni fa, non
posso chiedergli di fare cose che vent’anni prima non ha fatto perché questo
vorrebbe dire che sta interferendo con il suo
passato. Non posso chiedere ad Anima di leggere nelle memorie (…) se in
quell’occasione non l’aveva fatto. Se il contenuto
dell’ipnosi era vero e corrispondeva a realtà io stavo facendo qualcosa che non
aveva mai fatto nessuno…Stavo chiedendo (…)
di modificare il passato…Ma non si può modificare il passato proprio perché è
già passato. Se il passato il presente è il futuro
non sono che idealizzazioni dei due lobi del cervello, ma in realtà non esistono
perché sono compresenti con il presente, allora le
dichiarazioni della nostra addotta in ipnosi avrebbe avuto un senso
(…continua )
Controcanto
Il tempo - oggi, ieri, domani - mi ha sempre affascinato e leggo e continuo a
leggere tutto quello che lo riguarda, ma non avrei mai pensato che sarebbe stato
il tema dominante dei miei libri.
So bene che è la coscienza a permettermi di vivere attimo dopo attimo sul nastro
dell’esistenza e credo anch’io che passato e futuro altro non siano che pure
idealizzazioni, ma e a queste ultime che ho affidato le fantasie descritte nei
miei libri: i coni temporali in “Tracce invisibili di universi paralleli”; il
futuro modificato dalla volontà cosciente di ciascuno in “Stagioni del nostro
percorso” e via così.
Da: “Elogio dell’ignoranza e dell’errore pag.
9
di Gianrico Carofiglio
La memoria è costruita e ricostruita, cambia in continuazione ed è soggettiva
come i sogni. La sua trama è quella del nostro senso di identità personale ed è
intessuta di invenzioni involontarie e falsificazioni, di errori. Quando era
ormai vecchio pare che Mark Twain abbia detto: Sono arrivato un’età in cui le
cose che ricordo con più chiarezza non sono mai accadute. (… ) gli errori sono
inevitabili nei ricordi, nelle testimonianze e in qualsiasi campo dell’attività
umana.
L’errore è una delle forme del nostro pensare edel nostro agire.
Controcanto
Tutti gli scrittori lavorano sui propri ricordi, anzi su ciò che resta della
realtà di ciascuno di loro
Anch’io quando scrivo faccio questo, ben sapendo che le mie memorie diverranno
*Altro” e vestiranno i miei errori di memoria, e ad elaborarli sarà la fantasia
del mio personale universo. E così Carlotta e Ludovico Campo, Antonio Rota e
tutti gli altri - sempre gli stessi in ogni opera - prenderanno vita sbagliando.
E questi saranno fatti loro.
Da: “Sotto la pelle del mondo” di Dario Fabri
pag. 16
A differenza di due lustri fa, viviamo una fase di egemonia contrastata - gli
antagonisti sfidano apertamente la primazia
statunitense, senza timore di incappare nella rappresaglia di Washington.
Ragione dell’entropia cui assistiamo nel pianeta, I
russi invadono ‘Ucraina riportando la guerra nel continente europeo, gli
iraniani coltiscono Israele tramite Hamas. i cinesi
coprono Mosca e Theram diplomaticamente e finanziariamente, mentre ci rammentano
che Taiwan dovrà tornare a loro con le
buone o Manu militari. (…) Ma nel tempo corrente gli Stati Uniti godono di
ottima salute, migliore rispetto agli altri. Nei dati
strutturali, dalla demografia alla forza militare, restano inarrivabili anche
per la repubblica popolare, in palese difficoltà, qui il punto la percezione
conta più dei fatti.
E gli americani si mostrano depressi nonostante la maggiore grandezza, innesco
dell’audacia altui e sbandieramento della propria deterrenza. Probabilmente nel
lungo periodo sarà Washington a prevalere sugli sfidanti.
Controcanto
Penso anch’io che la percezione conti più dei fatti, e non sono certo la sola.
Quanti sono i crimini che devono la loro tremenda
natura alla percezione e non a dati strutturali? Ed é’ proprio la percezione a
mostrarci, non sono eventi, ma anche persone
differenti da come – lo si scoprirà dopo – siano veramente.
A cominciare da Hitler l’artista mancato bocciato
dall’accademia che salito al potere venne osannato e mosse il mondo a causa
della percezione nefasta che causò l’olocausto; per continuare con Mussolini al
quale dobbiamo il tremendo secondo conflitto
mondiale. E allora qual’ è la realtà? Quella riportata da numeri e dai dati o
quella della coscienza di ciascuno?
E.C.
Pubblicato su face book il 30.12.2024
Da: “ Of time and mind”
di Keith Floyd
E’ assai plausibile che un neurochirurgo non possa mai trovare
La sede della coscienza poiché essa non implica uno o più organi ma
l’interazione dei campi di energia all’interno del cervello.
Controcanto
Secondo recenti scoperte della nuova Fisica, quando la mente umana viene
tagliata fuori dal mondo reale, ha facoltà di crearsene uno suo proprio poiché
il suo l’Universo - e quindi anche gli Universi Paralleli creati nel mio
Romanzo:
“Tracce invisibili di universi paralleli “- sembrano essere un pacco di energia
neuronale acceso nella testa di ciascuno.
Inserito in storie su Face book il 24.12.’24
Da: “La vera cura sei tu” di Raffaele Morelli
pag 44
Ci innamoriamo, cambiamo lavoro, seguiamo vocazioni e passioni perché lo vuole
la nostra essenza le nostre decisioni sono
ininfluenti, possono solo disturbare il viaggio.
Da: “Parola come arte, arte come parola”
di Enrichetta Caparco
Parafrasando Alessandro Manzoni: - “L’arte chi non ce l’ha non se la può dare” -
e se scrivere è un’arte - a quest’ultima occorre
aggiungere una capacità nuova: bucare il muro dell’indifferenza.
Il problema
L’intelligenza artificiale produce oggi a getto continuo delle immagini che
veicola in direzione di ciascuno, tanto che esse ci giungono
senza bisogno di leggere come invece succedeva in passato, diminuendo,
soprattutto nei giovani, la capacità di generarne
attraverso un’adeguata concentrazione.
E’questo il primo motivo di disappetenza a leggere ed è per questo che,
soprattutto per un autore Junior diventa sempre più difficile farsi leggere.
Da: “Montagne Russe” di Enrichetta Caparco
prologo
Questa è una storia vera. Una piccolissima storia tratta dal numero infinito
delle vicende che la realtà vive e cancella ciascun giorno. A raccontarla è l’io
narrante.
Controcanto
Ecco il prologo di Montagne Russe, di prossima pubblicazione dove Carlotta Campo
il mio alter ego racconta la mia storia. Una storia esemplare poiché riguarda un
periodo nel quale succedono fatti che stanno cambiando il mondo.
Da: “Stagioni del nostro percorso” di
Enrichetta Caparco
Cartella stampa
Tutti i miei libri sono un’Indagine sul tempo, scrive l’autrice, ma con
“Stagioni del nostro percorso l’autrice dimostra una tesi: è il lavoro ad
operare il cambiamento e, sempre il lavoro a creare la differenza in ragione del
nostro prossimo . Ma come può il “il lavoro” e per lavoro intendo anche la
volontà di ciascuno, segnare la differenza tra il passato e il presente: ?
Senza contare, scrive ancora la Caparco, che a complicare le cose ci si mette
talvolta anche il futuro, Un futuro sognato, desiderato a volte temuto.
Nella prima novella è un bambino, Ludovico Campo, a raccontare di se col
linguaggio fresco dei suoi sei anni. Siamo alle soglie del
boom economico, internet non c’è e nemmeno i social e la televisione è appena
entrata nelle case degli italiani. Il piccolo
Ludovico vive la stessa realtà degli emigrati chiamati dalle fabbriche di
Torino, Milano, Genova: il triangolo industriale perché anche suo padre è un
emigrato, ma ad emergere in tutto questo, a fare la differenza tra il suo
vissuto tra i piccoli delinquenti e le prostitute del quartiere, a creare i fili
del suo futuro di capitano che attraverserà più volte l’atlantico è proprio il
rapporto con il padre:
un viaggiatore di commercio che trova il modo di trasformare una piccola realtà
commerciale in una “Gallina dalle uova d’oro”.
Nella seconda novella Carlotta Campo, sorella di Ludovico, vive un’adolescenza
al limite della nevrosi perché suo padre, pur amandola, è assai duro con lei. Ma
lei sente di desiderare altro e di avere forza e fantasia per raggiungerlo; ed
ecco che a salvarle la
vita è proprio la piccola borghesia torinese, incontrata - si direbbe - per
caso.
Nella terza novella: l’amico del cuore, una Carlotta Campo di 72 anni torna a
Torino per incontrare Lorenzo Borgonovo di una decade più giovane di lei.
Lorenzo, che si è rifatto vivo dopo circa vent’ anni, per Carlotta rappresenta
“l’amico del cuore” ovvero un amore mai esistito, solo sognato.
Questa donna incerta come una ragazza, già in là con l’età ma lucida, non
accetta il passare degli anni; ma a venirle in aiuto mutando la storia ecco
“Vocina” la parte di se stessa più saggia: “Aspetta – le dice - non fare
niente”.
Ecco il cambiamento, la differenza tra un adesso e l’altro adesso.
Là dove Carlotta troverà le “Condizioni favorevoli” per proseguire il suo
percorso.
Pubblicato su F.B. nel novembre 2024.
Da: “l’orizzonte della notte” di Gianrico
Carofiglio
Che cosa aveva di diverso questa situazione rispetto a tante altre in cui si è
trovato in passato e nelle quali non ha trovato inquietudine o addirittura
paura?
(.. Anche se loro (…) il capo della mobile e il piemme) hanno adottato nel
complesso un atteggiamento intimidatorio
Ma non era questo - feci una pausa - non solo questo.
Rimasi a pensare a lungo,.molto a lungo. (…) Cercavo di afferrare i pensieri ma
non ci riuscivo, dunque non li stavo pensando davvero.
Poi a poco a poco una spiacevole consapevolezza si fece strada
(…). Parlai piano. Erano entrambi parecchio più giovani di me.
Controcanto
- Il tempo che per la Fisica ( Julian Barbour) e La filosofia (S’Agostino) non
esiste, nella vita politica e sociale assume un valore importante tanto da
giocare mosse notevoli nell’evoluzione non soltanto biologica, dell’esistenza.
Oltre i cinquant’anni anagrafici, per esempio, è impossibile trovare lavoro;
dopo i settanta le pene si scontano per lo più
con gli arresti domiciliari; prima dei diciott’anni, non finisci in carcere e le
cure sanitarie per un’ottantenne non sono le stesse
che per un trentenne ( covid insegna).
In Shindler list tutti ricordano la frase agghiacciante fatta da un militare
tedesco a una vecchia ebrea deportata: “Quanti anni hai nonnina?” dove la
differenza tra la vita e la camera gas la fa l’età.
Su tutto questo Carofiglio apre un riflettore.
Da: “Te l’avevo detto” di Roberto Marangoni,
pag 100 – 101
I lettori più avanti negli anni ricorderanno il gioco a pronostici più famoso in
Italia (…) occorreva indovinare l’esito di 13 incontri di
calcio (…) la probabilità di fare il 13. ovvero azzeccare tutti i pronostici è
pari a (2/3) elevato 13 ovvero 0, 00000013 per cento
(cioè un caso su sei milioni). (…) Quindi sbagliarle tutte è decisamente più
facile che azzeccarle tutte, ma è comunque difficile giocando due combinazioni a
settimana (il minimo giocabile) servirebbero mediamente quattro anni per
incappare in una giocata
così sfortunata, ovviamente sempre meno che azzeccare il 13, perché per quello
ci vorrebbero 57.000 anni.
Se ne conclude che una giocata casuale avrà certamente un certo numero di combinazioni mediamente azzeccate, che è un modo complicato per ricordare una verità di dominio comune: se un indovino produce un altissimo numero di previsioni qualche volta ci beccherà. Quello che invece è illogico, e che ha a che fare con la psicologia umana, è che ci si ricorda solo delle previsioni azzeccate. Un’ analisi molto simile ci rivela che le coincidenze non sono così infrequenti come la nostra mente, sospettosa e affascinata dalle storie, ci porta a ritenere. Quelle che noi non consideriamo coincidenze dal punto divista della probabilità, sono spesso eventi congiunti che andando a fare i conti, non risultano così rari.
Controcanto
Ed è esattamente sugli eventi congiunti che in “Tracce Invisibili di Universi
paralleli” ho tessuto la storia di tre famiglie che, nell’arco di un secolo,
incrociano le loro vicende e che il tempo - questo mistero - disegna in tre
universi paralleli: il Cono temporale Principe, l’Intermedio e il Remoto.
E. C. 8/11/2024
Pubblicato su F.B. nel mese di novembre 2024
Tracce come segno nel buio
Dice la Traccia sulla scena:
“Carlotta, Carlotta siamo noi a lasciare un segno nel buio, siamo piccole luci,
scintille che vanno sommandosi le une alle altre….
Il personaggio della Traccia è interpretato da Elizabeth Annable, che è anche la
regista della commedia.
pubblicato in storie su Face Book ottobre 2024