Scrive Giuseppe Longo: "esiste una sostanziale armonia tra spirito, saggezza orientale e le concezioni più recenti della scienza occidentale".
Tullio Regge in Infinito.
Dalle pagine dell’opera: Anche Aristotele si occupò delle ambiguità contenute nel linguaggio comune e tentò di risolverle operando distinzioni chiare e precise tra i veri significati che possono essere assegnati a parole di uso comune. Per questo egli è considerato giustamente come l’iniziatore dell’analisi logica moderna. ( …)
Sono rimasto affascinato, scrive dal ruolo che appare nella “Metafisica ”tra due significati del verbo essere. La distinzione aristotelica continua ad avere un ruolo diverso del verbo essere affermando per esempio che il giovanotto seduto al terzo post destra è Plinio. In questo caso usiamo il verbo essere come essere per se. In secondo luogo essere indica uno stato particolare o un attributo di cui è dotato l’individuo.o l’oggetto già identificato per se.
Nella frase Plinio è stanco il verbo indica uno stato accidentale. (…) La distinzione aristotelica continua ad avere un ruolo importante nella fisica moderna , anche se i criteri con cui viene applicata non mancano di ambiguità. Posizione impulso ed energia di un elettrone sono certamente attributi che possono variare nel tempo.
Consideriamo il caso del Protone e Neutrone che hanno masse quasi uguali e sono i costituenti principali del Nucleo. Fino agli anni ’50 esse venivano considerate come distinte ma dopo la scopetta di simmetrie tra particelle esse vengono trattate come stati diversi di un ente unico che può esistere sia in caso di carica positiva e uguale a 1,sia In quella di carica nulla neutrone.