Aristotele in La Costituzione degli ateniesi
II filosofo usa le conoscenze della sua epoca. Cominciamo col dire che studia la monarchia nella sua forma più brutale . Messo però di fronte al problema teorico della politica si trovai nella condizione ideale conoscendo profondamente sia la monarchia con il re macedone che capeggia una casta militare, sia la democrazia nella sua forma più conflittuale e alla fine dispotica (Atene) giudicandole entrambe col distacco dello scienziato che sente di non appartenere né all’una né all’altra. Platone l Scrisse ben 32 libri dai quali emerge la sua ,”Teoria delle idee”.
Su Anassagora, che professava “Il principio dell’intelligenza”, riflette sul modo in cui si generano. le idee, “Forse sbagliavamo a voler spiegare la materia con la materia”. Credendo di trovare la soluzione a tutti suoi dubbi, si accorse che pur evocando l’intelletto attribuiva ad esso funzioni che si rivelavano puramente meccaniche.
Infine intraprese la “Seconda navigazione” nella quale non si poteva più sfruttare unicamente la forza del vento per navigare, ma occorreva spingere sui remi contando esclusivamente sulle proprie forze. L’intuizione del filosofo non può limitarsi a descrivere un corpo naturale, ma deve impegnarsi a descrivere l’ordine di tutte le cose.
All’inizio Platone pensava che la crescita dell’uomo dipendesse solo dalla nutrizione scoprendo che c’è un limite oltre il quale l’uomo non può crescere e abbracciando questa seconda prospettiva,egli assicura a ciascuna realtà la “Condizione migliore d’essere”. Ecco il motivo per cui agli esseri umani non è dato pesare come un elefante. Nel Fedone che è il dialogo fondamentele su questo tema è stata introdotta, l’eternità dell’anima in risposta all’obiezione di Cebete. La seconda prospettiva viene ripresa in seguito con la metafora dell’ultimo vestito. La teoria delle idee divide il campo dell’Essere in due parti differenti e per certi versi opposte: il sensibile e il soprasensibile. Si veda L’Obiezione di Celibe.